Poeta tragico greco, Euripide fu un uomo assai colto; sentì
fortemente l’influsso di Anassagora, dei sofisti e di Socrate. Dei 92 lavori
a lui attribuiti restano 17 tragedie e un dramma satiresco.
Tra le sue opere più importanti figurano: "Ifigenia in Aulide",
"Alcesti" (438), "Oreste" (408), "Le suplici", "Eraclidi", "Ifigenia in
Tauride" e "Ippolito" (428).
Penetrò a fondo l’animo umano col suo razionalismo e col
suo pessimismo e rappresentò l’uomo, nel suo teatro, rassegnato
e impaurito dal fato. E’ stato ritenuto ateo.